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Cuba pronta per la stagione alta

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Cuba pronta per la stagione alta

Il ministro di Turismo di Cuba, Manuel Marrero, (sinistra); il Consigliere del turismo dell’ambasciata di Cuba nel Regno Unito, Joel Hernández (destra); e l’Ambasciatore di Cuba nel Regno Unito, Teresita Vicente Sotolongo.

Autore e foto: Josefina Pichardo

Con il proposito di aggiornare i partecipanti alla fiera World Travel Market, WTM 2018, sul totale recupero delle destinazioni turistiche di Cuba dopo gli effetti dell’uragano Irma, così come sullo sviluppo del turismo nel suddetto paese, il ministro di Turismo di Cuba, Manuel Marrero Cruz, presentò una relazione nel North Gallery Room 6, dell’Excel Exhibition Centre di Londra.

Nella sua relazione spicca la ratifica di Cuba riguardante il suo proposito di chiudere l’esercizio 2017 con 4,7 milioni di visitatori.

Cuba iniziò la stagione alta il 1º novembre, garantendo gli standard internazionali e con tutte le destinazioni del paese 100% operative, affermò il titolare, durante la riapertura di Cayo Santa María, Cayo Coco e Cayo Guillermo, le uniche destinazioni che erano fino ad allora perché furono le più colpite dal fenomeno meteorologico.

In termini generali, il lavoro realizzato non solo si è limitato a superare gli effetti dell’uragano, ma le strutture hanno ricevuto i benefici di una restaurazione generale che migliora le loro condizioni. Anche le spiagge, fortunatamente, hanno ricevuto benefici perché la forza dell’uragano trasportò molta sabbia verso il litorale che migliorò la zona e perfino creò alcune nuove aree.

Marrero commentò che quando Irma attraversò Cuba, l’88% dei turisti che ne erano alloggiati era in zone di rischio della costa nord, il che costrinse a evacuarli. In generale, tutte le destinazioni furono colpite, alcune più che altre. Al rapido recupero contribuì che si fermasse la costruzione di nuovi hotel per poter sfruttare la mano d’opera che ne era impegnata e le risorse per riparare e recuperare le installazioni colpite; i servizi di elettricità, acqua e comunicazioni si ristabilirono in breve; gli aeroporti e “pedraplenes” (strade sul mare che uniscono i cayos con terraferma) furono aperte; e alla disponibilità delle risorse finanziarie necessarie. Tutti gli hotel sono assicurati.

Nonostante, le autorità del turismo dell’Isola dovettero sviluppare un programma di promozione avviato a resistere a una malevola campagna mediatica basata sul messaggio secondo cui Cuba non era in condizioni di affrontare la stagione alta.

Più avanti, aggiornando l’auditorio sulla situazione commerciale del settore turistico cubano, spiegò che settembre fu l’unico mese che registrò diminuzione, dell’ordine del 14%. “In ottobre cominciammo a recuperarci e crescemmo già un 4,7%; al giorno d’oggi [6 novembre] approdiamo ai quattro milioni di visitatori 54 giorni prima che nel 2016, nonostante l’uragano.”

Offrì una rapida panoramica degli attributi di Cuba: un paese ospitale ed educato, principale attributo che raggiunge il maggiore ranking; sicurezza della destinazione, Cuba è uno dei più sicuri paesi del mondo, senza crimine organizzato né “cartels” di droghe; ricco patrimonio storico culturale che include nove posti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità; 14 parchi nazionali che sono oggi in funzione del turismo, 257 monumenti nazionali. Diverse istituzioni turistiche vantano la suddetta categoria, è il caso dell’Hotel Nazionale.

Dal punto di vista evolutivo, quando Cuba decise di scommettere sul turismo internazionale come un’opzione in appoggio allo sviluppo economico, agli inizi degli anni ‘90, la destinazione riceveva circa 340 000 visitatori e disponeva di circa 18 000 camere 3 stelle. Superiamo “già l’anno scorso la cifra di quattro milioni di visitatori (…) e al presente contiamo su 366 hotel e 68 000 stanze, un 69,4% di esse di 4 e 5 stelle, alle quali si sommano più di 22 000 camere in case private che si dedicano all’affitto.”

In riferimento ai motivi dei viaggi dei turisti all’isola, secondo le inchieste realizzate ai clienti, informò che il primo è cultura e patrimonio (27,5%), il che significa che si è diversificata l’offerta perché, in precedenza, la maggioranza andava a Cuba per la spiaggia, che oggi apporta il 24,5%; il popolo cubano rappresenta un 22,1%, e la sicurezza della destinazione il12%.

“Una delle priorità di Cuba è continuare elevando la qualità dei prodotti”, affermò e illustrò con alcune cifre: il 41% dei turisti che visitano la destinazione ripete; coloro che più ripetono la visita sono i cubani residenti all’esterno, canadesi e italiani, tra cui il 31,8% ha viaggiato a Cuba cinque o più volte; in particolare, si segue con attenzione i matrimoni che hanno visitato l’Isola più di 200 volte, nella maggioranza provenienti dal Canada.

Cuba pronta per la stagione alta

Riguardo al livello di soddisfazione generale, sommando tutti gli indicatori, si raggiunge tra un 93,6% e un 95,7% che vuol dire che Cuba è una destinazione raccomandabile. Un 83,5% dei clienti considera che il rapporta costo/qualità è adeguato.

Anche il tema cardinale dell’investimento straniero fu abbordato dal Ministro, ratificando che Cuba è aperta a questa modalità: il portafoglio di opportunità nel settore del turismo include 140 progetti, cifra che “vogliamo” incrementare, disse il ministro. Come obiettivi si propone di rinnovare ed aggiornare le capacità d’alloggio, giacché la legge permette di investire in materia di riparazione; in secondo posto, interessa la costruzione di nuovi hotel.

Aggiunse che il paese sta promuovendo una nuova politica che è lo sviluppo immobiliare associato al turismo e, in particolare, ai campi di golf, al fine di trasformare Cuba in una destinazione di golf.

ffermò che c’è un’alta domanda di questi sviluppi immobiliari, perché è un’opportunità che qualunque persona del mondo possa comprare un’abitazione a Cuba. L’attuale Legge dell’Abitazione non lo permette, ma per questa via degli sviluppi immobiliari associati alle destinazioni turistiche, gli stranieri potranno comprare una casa nell’Isola. Manifestò anche che si promuove in maniera prioritaria la costruzione di parchi tematici ad alta tecnologia.

Marrero confermò che i contratti di amministrazione e commercializzazione sono la modalità predominante di investimento straniero nel turismo: al presente, 20 compagnie alberghiere internazionali operano 43 252 camere, Il 63,6% del totale del paese, mediante 88 contratti di amministrazione. Tra gli esempi citati da Marrero di hotel in esecuzione, spiccano: il Meliá Internazionale di Varadero, con 934 camere, in costruzione sull’area dove c’era in altri tempi l’Hotel Internacional, che fu demolito perché era costruito sulla sabbia, cedendo lo spazio a questo, più moderno, e ricollocato fuori dalle dune; L’Iberostar, Hotel Packard, sul Paeso del Prado e l’Accor Hotel Prado y Malecón.

“Il turismo è il settore dell’economia cubana con maggiore capitale associato all’investimento straniero”, confermato da 27 società miste che operano 4 505 camere 4 e 5 stelle.

Al presente, sono costituite quattro società miste associate allo sviluppo immobiliare, alcune delle quali entreranno in fase costruttiva in 2018. La prima fu Carbonera, con la London & Regionale, del Regno Unito; la seconda, Bellomonte, all’Avana dell’Est, con la ditta cinese Beijing Enterprises; la terza, in Punta Colorada (Pinar del Río), con l’impresa catalana Playa, Golf & Resorts, che probabilmente diventerà non solo uno dei maggiori sviluppi a Cuba bensì del mondo. L’ultima, appena costituita, è nel Salado, vicino alla Zona Speciale di Sviluppo Mariel, insieme al gruppo spagnolo Globalia.

Inoltre, annunciò che ci sono altre due negoziazioni in processo con imprese britanniche: L’Accampamento Real State Project, a Camarioca, vicino a Varadero, e Rancho Luna Punta Barrera, a Cienfuegos.

Il mercato britannico è particolarmente importante per Cuba perché è una delle principali emittenti che raggiunse il suo massimo valore nel 2006, quando inviò a Cuba 211 075 turisti; dopo un breve retrocesso, si recuperò e in 2016 chiuse con 194 815 turisti. Finora hanno visitato Cuba circa 175 000 inglesi, il che implica una crescita del 9%.

Giusto per il comportamento del mercato britannico gli sarà dedicata FIT Cuba 2018, da celebrarsi dal 2 al 5 maggio, in Cayo Villa Clara, in particolare a Cayo Santa María.

Marrero enfatizzò l’importanza di quanto si sta facendo nella fase preparatoria di FITCuba 2018. Per dare risposta alla domanda esistente, si stanno costruendo 11 hotel in cinque città patrimoniali dei comuni prossimi a Cayo Santa María: due in Sagua la Grande, sarà lanciato come destinazione turistica di circuiti, e altri tre in Cayo Santa María, che saranno pronti per FITCuba.

Oggi si costruiscono 63 nuovi hotel che raggruppano 10 822 camere; quest’anno si finiranno 17 nuovi hotel, con 4 685 camere, e nel 2018, 35 hotel con 3 505 camere.

Come proiezione, il Ministro di Turismo annunciò che si prevede la costruzione, tra 2016 -2030 di 103 000 camere, 23 progetti nautici, 24 progetti di golf e 47 di ricreazione e avventura.

I principali scenari sono: penisola Ramón de Antilla, dove è già stata costruita l’infrastruttura e s’inizierà la costruzione degli hotel; le altre destinazioni sono Cayo Sabinal, Muralla Grande, Cayo Las Brujas, Trinidad, Santiago de Cuba e L’Avana.

Per concludere la sua relazione, Marrero espose le principali priorità del settore del turismo a Cuba: continuare a elevare la qualità dei servizi, sviluppare nuovi prodotti, costruire nuovi hotel ad alto standard all’Avana e altre città; incrementare la commercializzazione e promozione della destinazione sulla base dei suoi attributi e potenzialità, generalizzare l’impiego delle nuove tecnologie, promuovere il turismo nautico, di eventi ed incentivi, di circuiti e percorsi, culturale, di salute e di natura, per i quali Cuba ha eccellenti scenari, continuare a sviluppare la modalità del turismo privato, sia le camere d’affitto private sia i ristoranti privati, “paladares”, spingere lo sviluppo immobiliare associato al golf, e, in sostanza, promuovere Cuba come “un turismo di pace, salute e sicurezza.”

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