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Industria turistica dei Caraibi scommette sulla sostenibilità

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Industria turistica dei Caraibi scommette sulla sostenibilità

Foto123/rf

“La sostenibilità e resistenza del nostro settore, il turismo, si basa sulla possibilità di pensare, essere produttivi, collaborare, e pongo enfasi sulla collaborazione”, affermò il ministro di Turismo della Giamaica, Edmund Bartlet, durante la Conferenza Mondiale su Impiego e Crescita inclusiva:  Associazioni per il Turismo Sostenibile, realizzata questa settimana a Montego Bay.

In questo senso, il titolare fece un appello all’azione davanti alle sfide, creare nuovi approcci e cercare opportunità di sviluppo per la regione nella quale il turismo è il maggiore generatore di cambiamento in 16 dei 18 paesi, e di ampio potenziale d’impiego.

Il ministro considerò che, sebbene tradizionalmente il settore turistico nella regione sia stato resistente e continua a essere uno dei principali generatori di impiego, alleviamento della povertà, ricevente di investimenti, questo equilibrio può essere distrutto dai rischi e minacce che affronta: la recessione economico mondiale, la mancanza di alimenti, le crisi annuali, l’instabilità politica, gli attacchi terroristici, i disastri naturali, le pandemie ed epidemie.

Bartlet fece particolare riferimento agli uragani Irma e María, che colpirono 13 dei paesi dipendenti dal turismo nell’area, ma, assicurò, “la regione ha il potenziale di rimettersi e avanzare perché si è fatto già molte volte. Nonostante le sfide, i Caraibi sono aperti agli affari.”

Espresse la sua certezza riguardo a che la conferenza di Montego Bay adotterà un’agenda globale per avanzare verso una collaborazione diretta a mitigare i rischi e a stringere la resistenza di fronte alle sfide che affronta il settore. Inoltre, sottolineò l’importanza di arrivare a consensi circa le strategie necessarie per stabilire una posizione globale del turismo come catalizzatore di una crescita economica inclusiva e sostenibile. Al riguardo affermò che il settore deve generare non solo prosperità per i proprietari dei grandi hotel e i fornitori di servizi, bensì contribuire alla preservazione delle risorse naturali e culturali delle isole caraibiche, e rafforzare i legami con altri rami dell’economia, in particolare, con quello l’agricolo e quello manifatturiero.

Nonostante, risaltò il buon risultato dell’industria durante il presente anno.  Infatti, la regione ha ricevuto più di 6.1 milioni di visitatori, circa 800 000 turisti in più di quelli ricevuti nel 2016.

Bartlet annunciò che prima di terminare l’anno, il suo paese firmerà con Repubblica Dominicana un accordo per spingere il turismo tra entrambe le nazioni – simile a quello già esistente con Cuba -, e in gennaio 2018, lo farà col Messico.

Durante l’incontro auspicato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo, Xu Jing, direttore regionale per l’Asia e il Pacifico, risaltò che il mercato cinese è una grande opportunità che deve essere sfruttata dalla regione dei Caraibi.

Circa 100 milioni di cinesi realizzano turismo, perciò i paesi devono offrire loro attrattive turistiche, prendendo in considerazione gli usi e le abitudini degli asiatici.

D’altra parte, Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), riferì che il turismo contribuisce in maniera significativa alla crescita sostenibile e genera maggiori opportunità nei paesi dei Caraibi.

Sottolineò il funzionario la necessità di assicurare la competitività della regione e la sostenibilità del settore.

Fonte: Prensa Latina/cronica.com.mx

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