Home » Dossier » Speciale di TTC: Cubani e statunitensi preoccupati per il “disgelo”

Speciale di TTC: Cubani e statunitensi preoccupati per il “disgelo”

Share Button
Speciale di TTC: Cubani e statunitensi preoccupati per il "disgelo"

Foto: TTC

Autore: F. Martín, Traduzione: Giselle Sarracino

Servizio di TTC.- I cubani non sono gli unici preoccupati per le notizie e numerose azioni del governo degli Stati Uniti contro il cosiddetto “disgelo”, annunciato al mondo in dicembre 2014 e che oggi è in estremo limitato a causa delle suddette misure.

Le ultime decisioni adottate da Washington riferite a misteriosi “attacchi acustici” contro funzionari della sua ambasciata all’Avana, dei quali non si conoscono né autori né colpevoli ma che hanno portato ad imprenditori e analisti statunitensi a tentare di decifrare il futuro dei viaggi turistici a Cuba.

In questa situazione, il giornale The New York Times decise di informare in maniera speciale i lettori che vogliano viaggiare a Cuba su ciò che possono sperare al riguardo.

In un editoriale recente, il giornale della Gran Mela si lamentò del fatto che “proprio quando sembrava che Cuba fosse sulla via di trasformarsi in una destinazione routinaria per gli statunitensi, le tensioni e tattiche che ricordano la Guerra Fredda sono tornate a complicare il viaggio all’isola.”

Ricordò che chi sta dietro gli attacchi e come si portano ancora a termine non è chiaro. Comunque, affermò che il governo cubano nega la responsabilità e ha permesso che la polizia federale, il FBI, investighi la situazione.

“Tuttavia, il Dipartimento di Stato rilevò che gli statunitensi comuni potrebbero trasformarsi in vittime” e basandosi su questo concetto decise di ridurre anche il numero di viaggiatori “americani” a Cuba e non soltanto il personale dell’ambasciata all’Avana.

Il NYT, nonostante ciò, citò statunitensi che hanno criteri diversi da quelli del Dipartimento di Stato. “Alcuni organizzatori di viaggi dissero che il Dipartimento esagerò i pericoli che rappresentano gli attacchi sonici”. Sottolineò che tali incidenti non hanno colpito viaggiatore comune alcuno.

Un’opinione distinta a quella di Washington è quella di Grissino Laverty, presidente dell’organizzazione privata Cuba Educational Travel, che ha organizzato gruppi studenteschi e di turismo all’isola durante vari anni.

Laverty disse che il governo degli Stati Uniti ha la responsabilità di schiarire agli statunitensi che Cuba continua a essere sicura. Chiarì che questi sono incidenti isolati e che non c’è rischio per gli statunitensi che viaggiano all’isola. Laverty teme che con le notizie esagerate sugli attacchi sonici e le susseguenti misure “gli americani ci pensino due volte prima di andare a Cuba.”

Secondo il NYT, i viaggi statunitensi a Cuba, che aumentarono dopo una distensione tra i due paesi dalla fine 2014, cominciarono già a soffrire dopo che il presidente Donald Trump annunciasse in giugno una politica più restrittiva verso il governo di Raúl Castro.

Le nuove regole fecero andare indietro l’orologio fino ai giorni prima della distensione del 2014, restringendo i viaggi americani a Cuba nella categoria di “persona a persona” dei gruppi organizzati, rendendo le visite più costose, aggiunse l’articolo.

Il giornale stimò, tuttavia, che molti viaggiatori stanno “fraintendendo” l’avvertenza del Dipartimento di Stato e credono che andare all’isola torna a essere assolutamente proibito.

Perciò il Times decise di consigliare possibili viaggiatori a Cuba.

Espose che il Dipartimento di Stato emette avvisi su regolazioni di viaggi per differenti paesi “tutto il tempo.” “Benché i cittadini debbano tenere sempre in conto tali avvertenze e leggerle in dettaglio, non sono obbligatore”, informò.

Inoltre, espose che il cittadino statunitense che abbia bisogno di aiuto, stando nell’isola, conterà sull’aiuto di un personale minimo nella sua ambasciata all’Avana, che rimarrà lì per casi di emergenza.

Il giornale newyorkese negò che i danni cagionati a Cuba dall’uragano Irma sia una ragione valida per scoraggiare i viaggi. “Mentre alcuni posti di Cuba furono colpite duramente dal ciclone, comprese aree turistiche come gli isolotti del nord e Varadero, le aree generalmente visitate dagli americani non sono quelle, ricordò. Benché L’Avana soffrisse di inondazioni, l’infrastruttura turistica ritornò subito alla normalità, aggiunse.

Sulle restrizioni imposte da Trump, consigliò ai viaggiatori che facciano le sue visite all’isola con un’organizzazione che riunisca programmi a tempo completo per viaggiatori, come la Smithsonian Journeys, Viajes Culturales de Cuba e il Centro di Studi Cubani.

Ricordò che i regolamenti per stabilire le proibizioni di Trump non sono stati pubblicati ancora.

Share Button

Commenti