Home » Dossier » Speciale TTC: I diamanti turistici dei Caraibi sotto minaccia di erosione

Speciale TTC: I diamanti turistici dei Caraibi sotto minaccia di erosione

Share Button
Speciale TTC: I diamanti turistici dei Caraibi sotto minaccia di erosione

Dovuto all’aumento del livello del mare e dei temporali ricorrenti. Foto: rambleon/123RF

F. Martín, Traduzione: Giselle sarracino

Servizio di TTC.- Molti considerano le spiagge caraibiche diamanti del turismo.

Tuttavia, questi diamanti, diversamente dagli originali, non durano “per sempre” a causa dell’erosione sempre di più aggressiva, uno dei grandi pericoli del cambiamento climatico.

Se un giorno la regione perde le sue spiagge, non soltanto non arriveranno più turisti, ma anche la vita umana diventerà molto complicata. Studi pubblicati dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ecosistema stimano che il 70% delle spiagge nella regione si corrode a tassi tra gli 0,25 e 9 metri per anno.

Gli esperti credono che il fenomeno sia dovuto a una maggiore frequenza ed intensità dei temporali tropicali, l’aumento del livello del mare, il deficit di sabbia ed i fenomeni tettonici. Le cause vincolate all’Uomo includono l’estrazione di sabbia, la distruzione ed occupazione di dune per installazioni turistiche, la costruzione di porti sportivi, l’ubicazione scorretta dell’infrastruttura di protezione costiera ed il danno agli scogli di corallo e al fondo marino.

Tutte le zone turistiche dei Caraibi mostrano una relazione diretta tra l’erosione e le attività umane, ciò che dimostra l’attuale carattere insostenibile dello sviluppo turistico a lungo termine. Il settore minerario di sabbia e l’erosione delle spiagge sono temi di gran preoccupazione in paesi come Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia e Saint Vincent e Grenadine, tra altri.

Il riscaldamento globale ha peggiorato le cose.

Secondo la pagina digitale Uno Environment, l’ultimo rapporto su questo tema suggerisce che è probabile che aumenti la frequenza degli episodi di precipitazione intensa, il che significa una maggiore probabilità di erosione e sgretolamento di sedimenti. Gli esperti affermano che gli impatti del cambiamento climatico aumenteranno sia il livello sia la temperatura del mare.

“L’effetto sarà l’aumento dei danni causati da grandi temporali, l’aumento dell’erosione nelle isole piccole e gli impatti sugli ecosistemi costieri come piantagioni, maremme e scogli di corallo” è l’avvertenza dello studio pubblicato dall’ONU.

Altre fonti specializzate nel fenomeno affermano che dovuto all’aumento del livello del mare e dei temporali ricorrenti, la maggioranza delle nazioni caraibiche stanno soffrendo la scomparsa delle loro spiagge senza che niente possa evitarlo.

In alcuni zone di Saint Vincent, per esempio, si sono persi tra 18 e 30 metri di spiaggia durante gli ultimi nove anni. Il litorale costiero altamente vulnerabile e le città adiacenti stanno lottando contro il crescente rischio di inondazione dovuto alla pioggia e ai devastatori temporali. Gli scienziati aggiungono che anche i porti caraibici corrono il rischio di essere colpiti a causa della salita del livello del mare.

ostruiti nell’epoca coloniale, molti porti marittimi, come gli esistenti in Castries, Santa Lucía, St. Georges, Grenada, Kingstown e Saint Vincent, stanno soffrendo la crescente minaccia d’inondazione, in parte dovuto all’aumento del livello del mare.

Negli stati insulari, i porti sono il cuore economico del paese ed il centro di commercio, rilevò in un articolo Jerry Meier, esperto in cambiamento climatico della Banca Mondiale. Aggiunse che anche gli aeroporti sono colpiti. “Tipicamente costruiti in zone costiere piane, aeroporti come il Melville Hall, in Dominica, Maurice Bishop, Grenada, e Hewannorrah, Santa Lucia, stanno combattendo contro l’aumento del rischio di inondazione e l’aumento del livello del mare”.

Il 70 % della popolazione caraibica vive nella costa. Quasi tutte le principali città dei Caraibi, con i loro milioni di abitanti e le infrastrutture essenziali, stanno a meno di un miglio della costa, comprese città altamente vulnerabile come Porto Principe, Haiti e L’Avana, Cuba.

Meier citò le raccomandazioni della Banca Mondiale che potrebbero mitigare la catastrofe che determinerebbe la sparizione dei diamanti dei Caraibi. Nel piano sociale, le persone povere e vulnerabili saranno le più colpite dall’aumento del livello mondiale del mare. La pianificazione della terra dev’essere più analizzata nei programmi sociali per conoscere la forma in cui sono esposte a rischi.

In quanto al profilo economico, qualunque sistema preventivo deve stabilire un piano di recupero economico e diversificazione. Dopo un disastro ambientale sono necessari più investimenti relativi alla raccolta di dati scientifici e controlli di inondazioni che non danneggino l’ecosistema, così come preparazione per cambiamenti nel volume e la frequenza delle piogge.

I rischi sono chiari. La pianificazione territoriale e la gestione dei bacini idrografici hanno il potenziale di contribuire ad affrontare i rischi nelle città costiere e promuovere città più compatte, il che potrebbe ridurre l’emissione di gas a effetto serra e proteggere le persone che vivono in zone minacciate.

Share Button

Commenti