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Speciale di TTC: Dopo gli uragani, i Caraibi dovrebbero dare un’occhiata alla Cina

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Speciale di TTC: Dopo gli uragani, i Caraibi dovrebbero dare un'occhiata alla Cina

Foto: Wang Toma/123rf

F. Martín, Traduzione Giselle Sarracino

Servizio di TTC.- Uno degli effetti positivi dei recenti e distruttivi uragani nei Caraibi è che la regione dia un’occhiata più profonda al mercato cinese.

Il gran paese asiatico è già il maggiore emittente di turisti del mondo. Inoltre, è un paese con molto denaro intelligente per investire nell’industria dell’ozio al livello planetario.

Secondo una recente informazione della Caribbean Media Corporation (CMC), specialisti hanno fatto un appello ai funzionari della regione a intraprendere iniziative concrete e congiunte direttamente indirizzate alla Cina come mercato emittente.

L’agenzia caraibica specializzata in questi temi citò Chris Spring, della compagnia di commercializzazione Cina Ni Hao, con sede negli Stati Uniti, che affermò in una Conferenza sull’Industria del Turismo 2017 a Granada, la settimana scorsa, che una delle sue raccomandazioni ai Caraibi è che includa nei loro siti web e in altre attività di marketing la lingua cinese.

Suggerì anche che le agenzie di promozione turistica di questa parte del mondo, includendo l’Organizzazione di Turismo dei Caraibi (CTO), installino anche programmi di traduzione automatica di lingua cinese nelle pagine digitali ufficiali.

Nessun imprenditore coinvolto nell’attività turistica nell’area dovrebbe ignorare, senza analizzarlo, il consiglio.

L’Accademia di Turismo della Cina (CTA), entità ufficiale di ricerca sul settore dell’Amministrazione Nazionale di Turismo di questo paese (CNTA), emise un’analisi intitolata “Omaggio ai turisti cinesi – Cina 2016 turisti e grandi dati”, che mostra che l’anno scorso la quantità di turismo emittente in Cina arrivò ai 122 milioni di persone.

I visitatori cinesi spesero complessivamente all’estero 109 miliardi di dollari in destinazioni di tutto il mondo. La cifra di turisti fu del 4,3% maggiore in paragone al 2015, con 117 milioni di cinesi in vacanze per il pianeta.

E la Cina si è mantenuta come il maggiore emittente mondiale di turisti durante anni consecutivi.
Si stima che le agenzie di viaggi cinesi organizzarono i tour all’estero di oltre 50 milioni dei suoi cittadini.

Tra i 122 milioni di turisti che uscirono da questo paese nel 2016, i gruppi di viaggiatori rappresentarono il 40%. Ancora ai turisti cinesi piace viaggiare in gruppo, specialmente a città e regioni di secondo, terzo e quarto livello, il che è già piacevole. Tuttavia, secondo le prognosi i viaggi individuali saranno una tendenza principale irresistibile in un futuro vicino.

Non sono sufficienti queste cifre? C’è di più.

Le stime indicano che per l’anno 2020, 100 milioni di turisti cinesi cercheranno destinazioni nel mondo per fare una spesa di 120 miliardi.

“La grande scommessa è riuscire a far sì che il turismo nei Caraibi sia un’attrattiva per l’investimento cinese. Negli ultimi anni, gli investimenti del gigante asiatico aiutarono a creare stadi ed edifici sportivi moderni, e a finanziare progetti di infrastruttura”, pubblicò recentemente la web ufficiale della Banca Interamericana di Sviluppo (BID).

Secondo Richard Bernal, consigliere del BID, non esiste una sola strategia nella Comunità dei Caraibi, CARICOM, nelle relazioni con la Cina. I flussi commerciali e gli investimenti dipendono dalle relazioni diplomatiche.

La catastrofe causata dai cicloni durante la stagione attuale nei Caraibi lasciò conseguenze molto negative in termini di morti e perdite economiche per i loro abitanti.

Un risultato positivo, almeno in principio, potrebbe essere il guardare con franchezza e senza pregiudizi il mercato cinese.

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