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Speciale TTC: Industria turistica cubana a tutto gas.

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Narmys Cándano

Con spiagge che esibiscono l’abituale azzurro turchese, sabbia fine, e gli standard di qualità richiesti nei diversi hotel, è già operativa gran parte delle destinazioni del litorale nord del paese, dove aspettano al visitatore le bellezze della destinazione caraibica.

Ciò lo poterono valutare gli operatori turistici, agenti di viaggi, rappresentanti di catene alberghiere e la stampa specializzata in un percorso per il polo turistico di Varadero e mediante l’informazione offerta dal ministro del ramo, Manuel Marrero, chi ratificò il compromesso di far sì che tutte le installazioni turistiche siano pronte per la stagione alta.

Informò Marrero nella sua allocuzione che tra le destinazioni colpite dall’uragano sono completamente operative, con tutti gli hotel aperti,  Baracoa  a Guantánamo, Holguín, e Covarrubias a Las Tunas.

Senza danni, offrono servizi le installazioni dei territori di Guantánamo, Santiago de Cuba, Granma, Cienfuegos, Mayabeque, Artemisa e Pinar del Río.

Secondo i dati offerti, tornano alla normalità Santa Lucia, dove sono già state recuperate le installazioni extralberghiere e la maggioranza degli alberghi, eccetto l’hotel Club Santa Lucia che aprirà il prossimo lunedì e il Brisas Santa Lucia che riaprirà il prossimo giorno 28 settembre per dichiarare completamente recuperata la destinazione.

All’Avana, dei 18 hotel danneggiati dal ciclone, 15 offrono già i servizi. Dei tre restanti: due apriranno il giorno 28 settembre (Tropicoco e Chateau Miramar), ed El Terral in ottobre.

Varadero

La spiaggia azzurra, Varadero, è anche un eccellente esempio degli effettivi lavori di recupero: strade pulite, hotel in ottime condizioni, vari di essi con alti livelli di occupazione, come lo Starfish Cuatro Palmas, che ne registra un 80%, come spiegarono i suoi dirigenti.

Solo cinque hotel rimangono chiusi, i quali apriranno durante la prima quindicina di novembre, data di terminazione totale della fase di recupero della pianta alberghiera. I riferiti immobili sono:  Puntarena/Playa Caleta, Club Karey, Paradisus Varadero, Ocean El Patriarca, e il Meliá Península.

In uguale periodo rimarranno operativi le destinazioni Cayo Coco e Cayo Santa María, ancora chiusi perché sono i più danneggiati, dove si avanza nella pulizia e nella riparazione delle vie di pietra (pedraplenes), i quali devono essere pronti verso la metà di ottobre e il primo di novembre rispettivamente. Quest’ultimo giorno ricominceranno le operazioni all’aeroporto di Cayo Coco, giorni prima, il 15 ottobre, lo farà l’aeroporto nazionale di Cayo Las Brujas, e quello Internazionale di Santa Clara aprirà il prossimo lunedì.

Marrero disse che non ci furono danni strutturali negli immobili di nessuna destinazione, e spiegò che i principali danni si registrarono nelle aree verdi, coperte leggere, falso tetto e vetrate.

Al riguardo sottolineò che si dispone delle risorse materiali e della forza di lavoro necessaria per completare i lavori nel tempo stabilito, e ringraziò per lo sforzo e consacrazione dei lavoratori e dirigenti implicati.

Risaltò ugualmente che tutte le destinazioni hanno già elettricità, acqua e ristabilirono le comunicazioni.

Adesso si devono recuperare i ritmi di crescita che hanno segnato positivamente l’attuale esercizio. Al rispetto segnalò il titolare che nel mese di settembre c’è una diminuzione del 22%, il che rappresenta 52 000 viaggiatori meno che nello stesso mese del 2016.

Nonostante, affermò, fino alla data Cuba ha ricevuto 3 589 000 di turisti, per una crescita del 23,8%.

E il futuro, senza dubbi, sarà migliore. Come espresse il Ministro, “tutto rimarrà meglio di prima e avremo come risultato finale un prodotto turistico più aggiornato e con maggiore qualità.

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