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TTC SPECIALE: La CTO cerca alleanza strategica con il suo mercato turistico fondamentale

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La CTO cerca alleanza strategica con il suo mercato turistico fondamentale

Il turismo è uno dei principali settori economici dei Caraibi. Foto: magiceyes/123rf

Autore: F. Martín

Servizio di TTC.- L’Organizzazione Caraibica del Turismo (CTO), con sede nelle Barbados, gestisce un’associazione strategica formale tra il settore turistico della regione e gli Stati Uniti.

Secondo i portavoce dell’entità, la nuova alleanza sarà basata sull’implementazione della Legge di Compromesso Strategico Stati Uniti-Caraibi, conosciuta come H.R. 2939, promossa nel 2016 a Washington. La legislazione ha come obiettivo aumentare il compromesso degli Stati Uniti con i governi della regione dei Caraibi, la comunità della diaspora dei Caraibi negli Stati Uniti, il settore privato e la società civile negli Stati Uniti ed i Caraibi, oltre ad altri fini.

La CTO divulgò che la legge che fu approvata nel Congresso degli Stati Uniti in dicembre dell’anno scorso e firmata allora dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, stabilisce una nuova strategia a lungo termine per rafforzare i legami tra gli Stati Uniti e la regione dei Caraibi.

Il Segretario Generale della CTO, Hugh Riley, disse in una conferenza di esperti questo mese, che ciò sembra allinearsi con la strategia del governo degli Stati Uniti per i Caraibi in molte aree concernenti lo sviluppo sostenibile ed è un meccanismo che incorpora il gruppo di lavoro di turismo dei Caraibi alle entità incaricate di implementare il H.R.4939. Disse che sarebbe una “formula vincitrice” sia per gli Stati Uniti sia per i Caraibi, secondo lo citò il giornale di Londra The Guardian.

Riley disse al panel sulla costruzione di economie sostenibili che la sua raccomandazione è che “insieme, non perdiamo tempo nel fare realtà quest’alleanza e, senza dubbio, supportare il principale motore economico dei Caraibi”.

Anche la CTO dichiarò che la regione dei Caraibi è considerata la “terza frontiera” degli Stati Uniti, caratterizzata da “interessi comuni e legami sociali che producono benefici quotidiani e tangibili per i cittadini statunitensi.” Gli Stati Uniti sono il principale socio commerciale dei Caraibi.

Il turismo è uno dei principali settori economici dei Caraibi, con 25 milioni di visitatori che apportano $49 miliardi al prodotto interno lordo della zona nel 2013, il che rappresenta il 14% del suo PIL totale.

Verso 1900, già le navi a vapore europee e statunitensi avevano rotte regolari verso le Barbados. Nel secolo XIX, i ricchi turisti europei viaggiarono attraverso l’Atlantico nei mesi d’inverno durante settimane o mesi.

Nel 1959, 1,3 milioni di persone passarono le ferie nei Caraibi, ed nel 1965 il numero di visitatori aveva aumentato quasi a 4 milioni per anno. Il turismo si trasformò in un’industria importante in 1985, quando 10 milioni di persone passarono le loro vacanze nelle isole.

L’anno scorso si registrò un aumento di oltre l’8% nel numero di cittadini statunitensi che viaggiavano a destinazioni internazionali. Nel 2016, un totale di 66.960.943 cittadini statunitensi viaggiarono all’estero, in paragone con i 61.783.913 raggiunti l’anno anteriore, secondo statistiche recenti dell’Ufficio Nazionale di Viaggi e Turismo.

Nel 2016, 37.403.398 statunitensi rimasero dentro i limiti dell’America del Nord, mentre il Messico dimostrò di essere la destinazione più popolare dell’anno, con 25.181.630 viaggi in totale, seguito dal Canada con 12.221.768 visite. L’Europa divenne la terza destinazione più popolare, con gli 11.831.870 di viaggi di statunitensi all’anno, seguito daii Caraibi (6.579.691), e l’Asia (4.388.391).

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