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La faticosa evoluzione dell’innovazione digitale in ambito turistico

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Le competenze tecnologiche non mancano; ma dei circa 100 milioni di euro investiti nel 2013 per le startup, solo 600 mila euro sono stati destinati al settore viaggi.
Il business del Travel Online vale circa il 50% dell’e-commerce italiano (e mondiale); ma al momento è quasi totale prerogativa dei big player stranieri. La sfida delle startup, anche in Italia, è quella di riuscire conquistare una parte consistente del business. Le difficoltà sono però dietro l’angolo.

E (cosi come emerso dall’appuntamento milanese “Martedì Turismo”, che si è svolto nei giorni scorsi) molte sono ancora le problematiche da risolvere: interoperabilità dei sistemi, scarsa conoscenza della complessità del settore da parte degli “incubatori” (e quindi degli investitori); poche risorse finanziarie da rendere disponibili.

Oltre a un certo livello di “conservatorismo” da parte del trade, che frena l’adozione di strumenti innovativi per la gestione del business. La creatività degli “startupper” intanto lavora a pieno regime. In Italia, la costituzione dell’Associazione Startup Turismo evidenzia un buon livello strutturale.

Non mancano nemmeno le competenze tecnologiche. Peccato però che dei circa 100 milioni di euro investiti nel 2013 in startup, solo 600mila euro siano stati destinati al settore turismo.

Una società come la Infotech di Padova, che già a fine anni Novanta progettava piattaforme distributive con tecnologia Xml per importanti gruppi turistici italiani (vedi Travelante del Gruppo Boscolo), nonché federazioni alberghiere, ha visto progressivamente trasformare i propri progetti (destinati a trasformarsi in qualcosa di diverso, come i “gift” di Boscolo Tours) perché nel frattempo sono cambiate drasticamente le strategie aziendali.

Da parte degli investitori e dei developer riuniti in società come Digital Magics e StartMiUp l’attenzione nei confronti delle startup del turismo rimane comunque vivace e gli approcci sono molteplici: c’è chi sceglie di incentivare networking e formazione tra le società e c’è chi punta alla consulenza nello sviluppo dei business plan e dei revenue model, portando “a bordo” le competenze per fare Sistema.

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