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La pizza napoletana, Patrimonio Immateriale dell’Umanità

La pizza napoletana, Patrimonio Immateriale dell'Umanità

Foto: oleksajewics/123RF

L’arte dei pizzaioli di Napoli è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).

L’inclusione di questa pratica culinaria nella lista fu decisa nella riunione di questa settimana nell’isola di Jeju, nella Repubblica di Corea.

Il lavoro dei pizzaioli di Napoli consiste in preparare la massa della pizza in quattro tappe per infornarla dopo a fuoco di legna rigirandola, ed è considerata arte perché si ha bisogno di una particolare abilità per fare la massa ed infornarla.

Oggi, restano appena 3.000 pizzaioli a Napoli perciò l’organismo delle Nazioni Unite propone di realizzare attività culturali affinché i giovani possano osservare il lavoro dei maestri.

La condizione di arti e mestieri che devono conservarsi per il loro importante valore culturale è stata concessa anche alla musica di cornamusa irlandese, alla musica di organo tedesca e all’artigianato di barro di Estremoz (Portogallo), tra altri.

Il comitato intergovernativo dell’UNESCO, formato da rappresentanti dei 24 paesi firmatari della Convenzione dell’UNESCO, si riunisce una volta all’anno, dal 2003, per esaminare le candidature al riconoscimento di patrimonio culturale immateriale.

Fonte: Hostelltur

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