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La Vergine del Cobre

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La Vergine della Carità del Cobre gode di una notorietà inusitata nella popolazione del paese caraibico come lo riflettono le offerte che si osservano in questo santuario a circa 20 minuti di strada da Santiago di Cuba, capitale della provincia omonima.
Delle più diverse tendenze, professioni e strati sociali, ci sono ex-voto di sportivi, politici, musicisti ed intellettuali che li consegnarono alla patrona perché aveva esaudito i loro desideri.

La località iniziò a formarsi nel secolo XVI quando il colonizzatore spagnolo, nella ricerca di oro, scoprì un giacimento di rame in un paraggio situato nelle vicinanze della cordigliera montagnosa del Sierra Maestra, nell’oriente di Cuba.

Ciononostante, le quantità di metallo né la sua qualità concederebbero prominenza al villaggio se non ci fosse stato un ritrovamento provvidenziale sul quale si brandiscono diverse teorie e leggende che contribuirono a svegliare un’attrattiva speciale per credenti, colonizzatori e visitatori tanto cubani come stranieri.

Vergine del Cobre

Vergine del Cobre

I cubani affermano che un buon religioso, seguace della chiesa cattolica, apostolica e romana, deve andare almeno una volta nella vita al santuario della Patrona di Cuba.

Questa credenza ha imposto una condizione di luogo turistico al piccolo paesino di Santiago che spostò il suo interesse, per le limitazioni di produzione di rame, ad offrire servizi ai visitatori.

La Vergine della Carità del Cobre è identificata con la divinità di Ochun, proveniente della cultura africana, a causa del sincretismo registrato tra europei ed africani durante un’interazione di secoli.

Un fatto simile succede con la Vergine di Regla, che è venerata come Yemaya per i seguaci della religione africana.

Ochun simbolizza la femminilità, le acque dolci e l’allegria, mentre Yemaya è la maternità, la fertilità, la sapienza ed i caratteri cambianti come il mare.

Varie leggende sull’apparizione della vergine -più di 400 anni fa- fortificano l’attrattiva di questa figura tra credenti, colonizzatori e visitatori, questi ultimi in buona misura del crescente turismo che riceve l’arcipelago delle più diverse regioni del mondo.

Una delle versioni racconta che un capo tribù indiano aborigeno assisteva al combattimento accompagnato da un’immagine della dea, fatto poco probabile, dato che gli indigeni avevano il loro credo proprio.

La più estesa e credibile assicura che tre giovani (due aborigeni ed un schiavo nero) trovarono una riproduzione della vergine in mezzo ad una tempesta nel mare. L’immagine galleggiava su una tavola di legno dove c’era il nome di Vergine della Carità.

In diverse luoghi è stata collocata durante gli anni, perché passò da un eremo alla cappella di un ospedale e dopo da una parrocchia alla sua dimora attuale, un santuario edificato nel 1927.

Durante la visita a Cuba, nel 1998, Sua Santità, il Papa Giovanni Paolo II, l’incoronò come la Patrona di Cuba.

Il tempio della Vergine della Carità del Cobre è caratterizzato da un’architettura sobria, con una navata centrale dominata da belle vetrate allegoriche alla figura divina ed un altare scolpito in argento massiccio, con preziosi oggetti ornamentali.

Le numerose offerte di ex-voto si conservano nella Cappella dei Miracoli, dove possiamo trovare da giocattoli, gioielli, lettere, fotografie, premi diversi e perfino medaglie della più varia provenienza.

I fedeli pagano le loro promesse e depositano le loro offerte. Pregano e ringraziano. Chiedono ed invocano. Si apprezzano in una vetrina distintivi del trionfante Esercito Ribelle, come ordini e medaglie di combattenti cubani partecipanti nella guerra dell’Angola.

Emergono di modo particolare alcune di queste offerte, come la medaglia accreditante il suo Premio Nobel che negli anni 50 ha offerto alla Carità lo scrittore nordamericano Ernest Hemingway, e la bandiera cubana che le regalarono i veterani delle guerre di liberazione contro la Spagna… perché la Vergine della Carità del Rame è anche la vergine “mambisa”.

Furono precisamente migliaia di soldati ed ufficiali mambisi, diretti dal maggiore generale Jesus Rabe che sollecitarono all’inizio del XX secolo ed ottennero dal papa Benedetto XV, nel 1916, che si dichiarasse Patrona di Cuba la Vergine della Carità del Cobre.

Armando Reyes, Prensa Latina

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