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Michelangelo Pistoletto: l’arte al servizio della trasformazione sociale.

Michelangelo Pistoletto: l'arte al servizio della trasformazione sociale.

Riconosciuto come uno dei principali rappresentanti dell’Arte Povera sia in Italia. culla del suddetto movimento artistico, sia nel resto del mondo, Michelangelo Pistoletto include sempre di più nel suo lavoro creativo l’interazione sociale col proposito di portare l’arte a tutti i pubblici, chiarire realtà, provocare il pensiero.

Da alcuni anni, i suoi spazi di lavoro hanno superato le frontiere abituali per arrivare fino ai Caraibi, a paesi come Cuba, dove il suo nome è ormai familiare tra gli amanti dell’arte contemporanea.

L’artista offrì un’intervista esclusiva a TTC durante la sua più recente visita all’Avana, in occasione della Settimana della Cultura Italiana nella sua 21ª edizione, della quale fu protagonista col suo progetto IV Forum Rebirth Geografia della Trasformazione.

-Qual è il contributo dell’Arte Povera all’arte contemporanea, in momenti in cui il mondo della creazione è pieno di sfumature e diversità di artisti e tendenze?

L’Arte Povera fu l’ultimo movimento artistico significativo del secolo XX: apre una consapevolezza dell’artista nella relazione con la società, sviluppando una nuova energia ed un nuovo equilibrio. L’energia dell’Arte Povera conduce alla costruzione di una società più consapevole e cooperativa per uno sviluppo eco-sostenibile. Non ci sono oggigiorno movimenti d’avanguardia nella maniera tradizionale, ma sì un’accademia mondiale nel senso di una scuola che è attiva in tutto il mondo e che è a favore dell’espressione personale dell’artista. Gli artisti sono oggi autonomi, indipendenti nella propria creazione. Credo che questo sia un passo evolutivo importante per la diffusione dell’arte nel mondo; ma sono particolarmente interessato negli artisti che, oltre alla loro espressione individuale, cercano d’interagire con la società per assicurare che la creazione ecceda la dimensione del prodotto artistico puramente commerciale, per trasformarsi in attività di partecipazione creativa di tutta la società, superando qualunque speculazione individualista ed economica.

-Il performance non manca nelle sue esposizioni e considero sia una delle sue principali attrattive. Che vantaggi trova Pistoletto nell’interazione diretta tra il pubblico e l’opera?

Per me, il performance è una forma in cui l’artista può entrare direttamente nell’opera e, oltre ad essere l’autore, partecipare alle realizzazioni che fanno in comune con altre persone.  Il performance segna la strada verso un’arte interattiva, connettiva e comprensiva.

-In un’occasione espresse, in riferimento al quadro-specchi, che “Lo specchio offre la sua superficie allo spazio reale, come testimone della sua stessa infinita estensione spazio temporale.” Quali sono gli apporti di questa tecnica alla sua opera?

Lo specchio in sé stesso, senza un concetto di rappresentazione fondamentale, non ha un significato reale. Sono arrivato allo specchio attraverso la figurazione e rappresentazione della cosa esistente che proviene dalla storia dell’arte. La figura che colloco in dimensione naturale sulla superficie riflettente, dà un significato d’immagine allo specchio, come ci arriva dall’arte del passato. Lo specchio, in questo senso, si trasforma nella rappresentazione di tutto quello che sta davanti, perciò è la rappresentazione della totalità. Nella relazione tra l’immagine specchiata che cambia in ogni istante e la figura fissate fotograficamente nella superficie, che è memoria del presente, ORMAI passato, c’è tutta la dimensione dello spazio e del tempo. I quadri riflettenti, per questa ragione, sono opere fenomenologiche che si sottopongono ad un’investigazione profonda su tutti quanto esiste e che gli stessi riflettono.

-Dal primo forum “Rebirth”, Cuba si è trasformata in una delle principali piazze per l’opera creativa di Pistoletto ed i seguaci delle arte plastiche ne sono riconoscenti -. Perché sceglie l’isola come spazio creativo?

Gli appassionati delle Arte plastiche, quando apprezzano le attività che si realizzano con i Forum Rebirth-terzo Paradiso che hanno luogo a Cuba, così come in molte altre parti del mondo, capiscono che l’arte assume un ruolo di rigenerazione nelle sfere della società. In realtà, a partire dall’intrusione dello spettatore e del mondo intero nell’immagine dello specchio, arrivai all’interazione dell’arte con le persone che fanno parte di questo mondo. Questo non è un lavoro puramente contemplativo bensì un lavoro completamente attivo, cioè di partecipazione reale. Questi Forum stanno attivando nuovi metodi per realizzare i grandi ideali della società, primo tra essi, quello di raggiungere una democrazia estesa e completa. Per quel motivo, con Cittadellarte, ho sviluppato un progetto che porta il nome di Arte della Demoprassi, che consiste, in pratica, in rendersi conto del fatto che la democrazia, che finora si mantiene incompleta, corre il rischio di retrocedere pericolosamente per i sistemi autoritari.

– Che opinione merita l’arte cubana contemporanea?

A Cuba trovo artisti di alta qualità immaginativa e compromesso espressivo. Alcuni di loro tendono ad aprirsi a forme di cooperazione che corrispondono ad una necessità reale, che proviene non solo da questo paese, bensì da tutto il mondo.

– Considera che l’arte può trasformare o contribuire ad una società migliore? In che misura?

Nel 2003, in Cittadellarte realizzai il simbolo del Terzo Paradiso, che propongo come un’indicazione della strada da seguire. Questo simbolo nasce dal segno matematico dell’infinito e, invece di formare due circoli, ne disegna tre. Il centrale è il finito nell’infinito che è la vita. I due circoli esterni rappresentano tutte le differenze e tutti gli opposti che, quando si accordano con il centro, nella maniera più equilibrata, producono una nuova realtà. Il Primo Paradiso è quello che rappresenta l’epoca n cui eravamo completamente compresi nella natura, il Secondo Paradiso è quello artificiale che co allontana sempre di più dalla natura, per metterci in conflitto con la natura stessa. L’unione dei due cechi esterni, cioè, del Primo e Secondo Paradiso, produce un nuovo equilibrio che chiamiamo Terzo Paradiso. Questo è il simbolo che, tradotto alla pratica, ci permette di entrare nella terza fase dell’umanità.

– In quali progetti lavora oggi?

In questo momento, sto lavorando per sviluppare il Terzo Paradiso con tutti i mezzi possibili e tutte le persone che pensano che possono contribuire a questa transizione d’epoca.

-Potrebbe parlarci sul lavoro della Fondazione Pistoletto, le sue prospettive e risultati.

La Cittadellarte nacque da un mio manifesto di 1994, intitolato Progetto Arte, in cui dico che: È arrivato il momento che l’artista assuma la responsabilità di comunicare tutti i settori che conformano la società, dalla politica all’economia, dalla comunicazione alla formazione, dalla religione al comportamento. Cioè, tutti le componenti che conformano il tessuto della stessa società. Su questa base, Cittadellarte continua a costruire questo nuovo tessuto.

-Farà parte, con la sua opera, delle celebrazioni per il 500º anniversario dell’Avana? Se così fosse, che progetto si prepara?

A Cuba, l’Ambasciata Rebirth-terzo Paradiso svilupperà durante l’anno 2019 il Piano di Azione nato dal Forum omonimo di novembre 2018, in cui l’attività diretta al progresso della Demoprassi sarà per noi una celebrazione attiva di questo importante anniversario.

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