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Speciale di TTC: Associazione alberghiera prevede un buon futuro per i Caraibi

Speciale di TTC: Associazione alberghiera prevede un buon futuro per i Caraibi

Cuba. Foto: TTC

Autore: F.Martin, Traduzione: Giselle Sarracino

Servizio TTC.- L’Associazione di Hotel e Turismo dei Caraibi (CHTA, sigle in inglese), osserva un solido flusso nel settore turistico regionale, nonostante il grave “incidente meteorologico” che colpì una parte della regione.

“Un crescente numero di viaggiatori capisce già che i Caraibi sono una vasta regione che comprende molte destinazioni diverse, tutte ricche in bellezza naturale, ma ognuna diversa nella sua storia, musica, cultura, cibo ed ospitalità”, disse Frank Comito, presidente esecutivo della CHTA, le cui dichiarazioni citò questa settimana il periodico The Guardian di Nassau, nelle Bahamas.

Secondo Comito, l’alta domanda dei consumatori di esperienze di viaggi caraibici e l’aumento degli investimenti turistici in hotel e miglioramenti aeroportuali sono un buon presagio per il futuro del settore turistico dei Caraibi “che supera le aspettative del 2018 anche se alcuni hotel, in sei delle 32 maggiori destinazioni dei Caraibi, sono ancora in ricostruzione, dopo gli uragani dell’anno scorso.”

Gli uragani e altri eventi climatici nel Mare dei Caraibi hanno attivato l’allarme dell’industria internazionale del turismo legata all’area.

Gli scienziati hanno osservato che il cambiamento climatico ha reso più forti e frequenti questi temporali; anche la siccità e la penetrazione del mare in terre utili nelle isole.

Tuttavia, i problemi climatici non hanno provocato un sentimento di fallimento nella regione, che si sta organizzando sempre di più per affrontare i problemi.

“Grazie al forte flusso nel settore turistico, la regione in gran parte sta vedendo una crescita degli impieghi, delle spese di visitatori, delle entrate del governo e degli investimenti del settore pubblico e privato per migliorare ed espandere il prodotto turistico” dichiarò l’imprenditore.

“Capitalizzare queste tendenze e riuscire a far sì che la regione lavori nella commercializzazione e in altri temi possono trasformare il turismo in un motore economico ancora maggiore per la regione, è una sfida che i leader del settore pubblico e privato della regione devono adottare”, affermò.

Il periodico The Guardian di Nassau aggiunse che Comito ripeté la sfida esposta da Frank Rainieri, notevole promotore della regione di Punta Cana nella Repubblica Dominicana, ai partecipanti al Vertice di Investimento in Hotel e Resorts dei Caraibi, CHRIS, a Miami, il mese scorso, che esortò a lavorare insieme in temi comuni che colpiscono tutta la regione dei Caraibi, in particolare, l’aviazione, il marketing e la sostenibilità ad.

Rainieri, presidente e fondatore del Gruppo Puntacana, ricevette il Premio al Risultato di Tutta la Vita di CHRIS, nell’evento.

Uno studio di CHTA agli inizi di questo anno svelò che il 58% degli alberghieri hanno una prospettiva positiva e perfino eccessivamente positiva per il futuro dell’industria.

“Questo venne rafforzato dal livello record di partecipanti a CHRIS poiché l’interesse degli investitori nei Caraibi si è fortificato sin dai due uragani categoria 5 di 2017”, assicurò.

Secondo dati compilati recentemente dal Consiglio Mondiale di Viaggi e Turismo, le destinazioni colpite dall’uragano anticipano una crescita della spesa del turismo annuale dell’8.7% dal 2019 e fino al 2021, spiegò il giornale.

“In tutte le nostre conversazioni con le parti interessate dell’industria di destinazioni come Porto Ricco, le Isole Vergine degli EE. UU., Le Isole Vergine Britanniche, St. Maarten, Dominica ed Anguilla, chiediamo che mostrino al viaggiatore una nuova e completamente rinnovata destinazione.

“Stiamo cominciando già a vedere ciò in varie destinazioni e, alla fine di questo anno, speriamo che si acceleri, man mano che entrino in funzionamento più hotel ristrutturati”, secondo Comito.

Sui recenti uragani del 2017, aggiunse che più del 70% della regione non si fu colpita dai temporali.

“Gli uragani c’insegnarono che i Caraibi sono visti come un solo marchio nella mente del pubblico e dei consumatori. La lezione imparata è che dobbiamo lavorare più strettamente come una regione, per lasciare che il mondo ci conosca meglio”, sottolineò.

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