Home » Dossier » Speciale di TTC: I Caraibi aspettano la stagione degli uragani
Palmares-Varadero Gourmet

Speciale di TTC: I Caraibi aspettano la stagione degli uragani

Speciale di TTC: I Caraibi aspettano la stagione degli uragani
Autore: F.Martin, Traduzione: Giselle Sarracino

Servizio di TTC.- L’Organizzazione di Turismo dei Caraibi, CTO per le sue sigle in inglese, sta sponsorizzando una serie di riunioni informative ed aggiornamenti per conoscenza se la regione è pronta ad affrontare la stagione di uragani del 2018 che comincia del 1 giugno e finisce il 30 novembre.

Negli ultimi anni i cicloni arrivano prima e vanno via dopo il solito, durante la stagione. Le prognosi indicano che il lasso di sei mesi, nel 2018, potrebbe portare da 12 a 15 tempeste tropicali con nome. Di esse, si pronostica che tra sei e otto si trasformeranno in uragani, e da tre a cinque si trasformeranno in uragani importanti.

La CTO annunciò che sta patrocinando una serie di riunioni informative ed aggiornamenti fino al 30 maggio per funzionari di turismo dei paesi colpiti dai temporali dello scorso settembre.

Dopo che gli uragani Irma e María di settembre dell’anno scorso, alcune delle isole colpite stanno ancora combattendo la mancanza di appaltatori, lavoratori di soccorso e di fondi.

Porto Ricco, per esempio, ha una popolazione ancora grande che soffre di blackout permanenti.

Le isole più colpite cominciarono subito il processo di recupero, lavorando in primo luogo per eliminare i danni, tornare a considerare la situazione sicura e ricevere i turisti di ritorno. Ora, otto mesi dopo i temporali, tutto è migliorato.

I paesi sono passati da progetti piccoli ad imprese più grandi: la ricostruzione di case e hotel, la restaurazione di porti e la riapertura di aeroporti ai livelli di operazione previ. Quei programmi hanno trasformato le prospettive apparentemente ombrose della regione, perfino in posti che ricevettero direttamente i colpi di Irma e María.

Al fine di aiutare, funzionari governativi del Regno Unito si riunirono di recente con leader della Commonwealth dei Caraibi: Giamaica, Trinidad e Tobago, Dominica, Santa Lucia, San Vincente e le Grenadine, Grenada, Barbados, Antigua e Barbuda, le Isole Vergine Britanniche e Saint Kitts e Nevis, per esplorare mezzi di minimizzare l’impatto dei fenomeni meteorologici estremi.

La Dominica è favorita da decine di turisti che si offrirono volontariamente a dare il loro aiuto e le loro abilità per sgombrare di rottami, autostrade, parchi e attrazioni naturali, secondo il ministro di turismo, Robert Tonge.

In Barbuda, dove il 95% degli edifici furono distrutti, il recupero totale può tardare anni, e solo pochi centinaia dei suoi residenti sono ritornati all’isola.

Ma i Caraibi non solo devono prepararsi per la stagione di uragani che è sul punto di cominciare. Anche per affrontare il riscaldamento globale che deve peggiorare man mano che passano gli anni.

La comunità scientifica è d’accordo sul fatto che l’aria più calda nell’atmosfera, causata dal riscaldamento globale, implica maggiore umidità che eleva il livello del mare e provoca temporali più forti, con più pioggia e maggiori onde.

Queste furono alcune delle conclusioni della più recente relazione del Pannello Intergovernativo su Cambiamento Climatico, IPCC, delle Nazioni Unite. Sebbene il numero di uragani non possa cambiare molto, o possa perfino diminuire un po’, la cosa più probabile è che con il riscaldamento globale vedremo una maggiore quantità di uragani di alta categoria nell’area.

Ciò indica che i programmi regionali per affrontare gli uragani dovranno perfezionarsi permanentemente durante i prossimi anni.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.