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Speciale di TTC. Galleria Continua a Cuba: uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo

Galleria Continua a Cuba: uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo

Foto: Narmys Cándano. TTC

“Galleria Continuo è una galleria che ambisce avere un progetto alternativo a Cuba e nel mondo, nella misura in cui cerca di spingere i limiti dell’arte che, come il vento, non dovrebbe avere confini. Con e a mezzo di questa premessa lavoriamo in generale.” Così definisce il proprio compito la squadra di lavoro di un progetto che in quasi 30 anni ha portato al mondo una comprensiva selezione di arte contemporanea e l’opportunità ai più dissimile ambienti sociali di imbriacarsi in un processo creativo.

Da novembre 2015, cresce nella capitale cubana il cuore di Galleria Continua. Portano le redini del progetto Lorenzo Fiaschi, Mario Cristiani e Maurizio Rigillo. Dalla sua apertura, quella sede rappresenta cinque giovani cubani: Alejandro Campins, Elizabet Cerviño, Reynier Leyva Novo, Susana Pilar e José Yaque.

I fondatori di Arte Continua – filiale della Galleria all’Avana – il cui seme nacque dalle mani della curatrice Laura Salas e dell’artista Michelangelo Pistoletto concederono un’intervista a TTC, al fine di riassumere grosso modo il significato di quella nobile impresa e dei suoi risultati a Cuba.
Inoltre, da circa 20 anni lavorano con Carlos Garaicoa, attraverso il quale si è creato uno stretto rapporto con Cuba.

Galleria Continua cerca di dare una scossa elettrica, un’aria rinnovata, un risveglio all’arte. Con quasi 30 anni di lavoro e sedi in molti differenti scenari, come si è realizzato questa affermazione, in particolare, a Cuba?

Galleria Continua è una galleria che ambisce avere un progetto alternativo, in Cuba e nel mondo, nella misura in cui cerca di spingere i limiti dell’arte che, come il vento, non dovrebbe avere confini. Con e a mezzo di questa premessa lavoriamo in generale. A Cuba, gli artisti hanno già un ruolo importante nel mondo dell’arte contemporanea, e il Museo di Belle arti, la Biennale dell’Avana, il Centro di arte contemporaneo Wifredo Lam ed il Centro di Sviluppo delle Arti Visive, la Casa delle Americhe e la Fototeca di Cuba, che come altre istituzioni, riescono a portare a Cuba artisti e progetti dall’estero.

Galleria Continua a Cuba: uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo

Foto: Narmys Cándano. TTC

A Cuba si tenta di “scuotere” le idee che definiscono un’istituzione come una galleria commerciale, togliendo, per esempio, la parte commerciale. Ci piace anche riconsiderare concetti che oggigiorno possono risultare stretti all’arte contemporanea, come la necessità che, in un’esposizione personale, ci sia solo l’opera di un artista, o il fatto che non sia opportuno ballare, agire, toccare, intervenire e fare proiezioni dentro esposizioni di arte contemporanea. Arte Continua, il nostro spazio a Cuba, che portiamo in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Arte plastiche, cerca di essere uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo per ogni tipo di pubblico e progetti di differente natura, con i quali collaboriamo, o che semplicemente ospitiamo nei nostri spazi, come cineclub, festival, officine di riciclaggio, concerti, conferenze, officine di arte per bambini e adolescenti, eccetera. Tutto ciò ci aiuta a rinnovare l’aria dentro e fuori Galleria Continua.

Come e perché arriva all’Avana e a Cuba, Galleria Continua?
Galleria Continua è una galleria con 28 anni che aprì la sua prima sede in San Gimignano, un villaggio medievale nella Toscana. Inaugurò il suo secondo spazio a Beijing, nel 2005, quando in quella città non esistevano gallerie occidentali con un programma internazionale. Nel 2007, si stabilì anche nella periferia di Parigi, in Les Moulins, in campagna. Essendo Galleria Continuo una galleria che è solita stabilirsi “dove nessuno spera di trovarla”, possiamo dire che la sua apertura all’Avana nel 2015 non fu un’eccezione.

Galleria Continua a Cuba: uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo

Foto: Paola Martínez Fieterre

Tuttavia, c’era già allora un forte laccio tra la Galleria e Cuba. Questo ha a che vedere con due persone: la curatrice cubana Laura Salas Redondo e l’artista italiano Michelangelo Pistoletto. Galleria Continua lavora con Garaicoa da quasi due decenni, grazie a cui conoscevano molto bene tutto l’immaginario di Cuba, sempre presente nel suo lavoro. Anche perché nel 2014, Salas Redondo conobbe Pistoletto nella Biennale di Marrakech e il suo progetto internazionale che promuove un mondo più sostenibile e responsabile mediante l’arte, il “Terzo Paradiso”, e insieme a Galleria Continuo l’invitò a concepire un progetto per L’Avana. Per ciò, il 16 dicembre 2014, per coincidenza, un giorno prima della telefonata tra Barack Obama e Raúl Castro, Pistoletto, in collaborazione con Galleria Continua, e l’artista cubano Kcho, realizzarono il Terzo Paradiso nel mare di fronte alla città con l’aiuto di un gruppo di pescatori e le sue scialuppe che, navigando una dietro l’altra formavano il simbolo del Terzo Paradiso: un infinito che si incrocia due volte convertendo il suo centro in finito. Perché interessante notare come di qualcosa di tanto distante e distinto da un centro di arte all’Avana, come la Biennale di Marrakech, sia nata Arte Continua, il nostro spazio a Cuba, che portiamo avanti in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Arte plastiche.

Durante la XII Biennale dell’Avana, Galleria Continua realizzò numerosi performances, installazioni e proiezioni attorno alla città, con artisti di importante fama internazionale, il compromesso con L’Avana si era già materializzato.

Il progetto difende la responsabilità sociale dell’arte, su quali altri presupposti basano il suo lavoro creativo?

Sulla generosità e il rispetto che non sono solo virtù umane, nella misura in cui possono implementarsi nel lavoro per creare unioni tra un progetto e l’altro, un artista e gli altr, eccetera. Un buon esempio è il progetto “Sphères”, quello che da alcuni anni portiamo avanti con successo nel nostro spazio in Francia, Galleria Continua Les Moulins. Mediante “Sphères”, invitiamo altre gallerie a presentare i loro artisti, in questi spazi. Prendere il rispetto come una linea definitoria di un progetto non implica solo che si rispetti l’altro, ma si celebri anche “l’altro”. Ciò non consiste solo in fare uno sforzo per comprendere l’”altro”, ma anche in generare una reciprocità e un arricchimento mutuo tra l’io e l’altro. Qualcosa che nell’arte senza dubbi risulta molto evidente.

ALL’Avana propongono ogni tipo di attività con sufficiente periodicità e la presenza di artisti di tutto il mondo, Come definirebbero il lavoro del progetto a Cuba? Quali sono stati i suoi principali risultati?

Da quando, in maggio 2015, nella cornice della XII Biennale dell’Avana, presentammo progetti e artisti internazionali all’Avana, cercammo di compiere un modello, per il quale invitammo gli artisti a realizzare esposizioni e progetti personali e collettivi a Cuba.

Negli ultimi due anni sono venuti ha lavorare all’Avana artisti di fama come Michelangelo Pistoletto, Anish Kapoor. Jannis Kounellis, Daniel Buren e Pascale Marthine Tayou, artisti stabiliti come Nikhil Chopra, Serse, Giovanni Ozzola e Loris Cecchini, ed artisti giovani ed emergenti come Ornaghi e Prestinari. Tra l’altro, di molti altri si sono presentati opere e progetti all’Avana, tra esse, quelle del cinese Chen Zhen, la cui esposizione personale si trova attualmente esposta in Arte Continua.

Galleria Continua a Cuba: uno spazio sperimentale, multidisciplinare ed inclusivo

Foto: Narmys Cándano. TTC

Abbiamo lavorato anche con artisti cubani a Cuba e fuori Cuba, perfino negli altri spazi di Galleria Continua, con esposizioni personali e collettive. Arte Continua, la sede di Galleria Continua a Cuba, è frutto di una collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Arti plastiche. Grazie a questo e ad altre collaborazioni con differenti istituzioni dell’Avana abbiamo potuto organizzare esposizioni in altri spazi, perfino in alcuni non dedicati all’arte contemporanea, come il Museo Nazionale di Belle Arti, il Centro di Arte Contemporaneo Wifredo Lam e l’Unione Nazionale degli Architetti ed Ingegneri della Costruzione di Cuba (UNAICC), la Biblioteca Rubén Martínez Villena, il cinema Fausto ed il cinema Payret, la stazione del treno di Hershey in Casablanca, alcune decine di porte dell’Habana Vieja e Centro Habana, il muro di fronte all’Ambasciata della Francia e i Giardini di La Tropical.

Michelangelo Pistoletto, con il suo progetto dell’ambasciata del Rebirth/Tercer Paraíso Cuba, guidato da per Laura Salas Redondo e portato a termine in collaborazione con Galleria Continua, da dicembre 2014 hanno realizzato a Cuba decine di performance, esposizioni, eventi comunitari e work shop, funzionando durante tutto l’anno come un gran laboratorio per arrivare al Forum Rebirth. Questo è un evento di tre giorni, in collaborazione con le Nazioni Unite a Cuba, per riunire e creare alleanze tra istituzioni e organizzazioni della società civile cubana e fare conoscere gli sforzi che si realizzano, dentro e fuori l’arte contemporanea, per generare una società sostenibile.

Come scelgono gli artisti che collaborano con voi? Che artisti cubani e stranieri lavorano adesso con Galleria.

Ci sono circa 60 artisti che lavorano con la Galleria, di cui sei sono cubani. Tuttavia, nei suoi 28 anni, la Galleria ha lavorato con molti di più, inclusi altri cubani. Lorenzo Fiaschi, Mario Cristiani e Maurizio Rigillo li scelgono innanzitutto per il loro istinto e per la passione per l’opera dell’uno o dell’altro. A partire da 2015, Galleria Continua rappresenta cinque giovani cubani: Alejandro Campins, Elizabet Cerviño, Reynier Leyva Novo, Susana Pilar e José Yaque. Tuttavia, da circa 20 anni lavoriamo con Carlos Garaicoa, attraverso lui e la sua opera c’è stato un gran avvicinamento a Cuba.

Progetti per questo anno.

Galleria Continua non tende ad anticipare molto la sua programmazione, poiché si lavora per gli artisti e con gran spontaneità in molti casi. Ciò non significa che ogni progetto non abbia un gran rigore e professionismo da parte delle squadre di Arte Continua che funzionano come una gran famiglia. Per adesso, stiamo organizzando due eventi in Arte Continua, uno per approfondire la conoscenza del pubblico sull’opera dell’artista cinese Chen Zhen, ed un altro per introdurre la nostra comunità nella pratica del riciclaggio.

Inoltre, stiamo sostituendo le tegole del nostro soffitto con altre più adeguate a proteggere le opere.

La Settimana della Cultura Italiana è uno dei contesti in cui spicca il lavoro di Galleria. Quanto apporta al progetto far parte ogni anno del suddetto programma e contribuire con un granello di sabbia in più alla divulgazione della cultura italiana a Cuba?

Per noi è un piacere lavorare con l’Ambasciata Italiana a Cuba e aiutare a promuovere la cultura italiana e l’arte contemporanea nel mondo.

È anche un onore essere uno dei portavoce di una spinta creativa e culturale che da tutti gli angoli dell’Italia (San Gimignano nella Toscana, il posto dove nacque Galleria Continua, culla del Rinascimento), si espande e porta all’estero l’eccellenza italiana. Questa ultima può essere di qualunque tipo. Nel nostro caso si tratta di arte e progetti sociali. Tuttavia, c’è molto di più che l’Italia può far conoscere di sé stessa al mondo e la nostra Ambasciata a Cuba lavora molto bene in questo senso, facilitando questo processo tutto l’anno e celebrandolo durante la Settimana della Cultura Italiana.

Come s’embrica con altri progetti artistici a livello mondiale?
Innanzitutto attraverso un progetto e una squadra comune, ma anche mediante i suoi tre direttori che, viaggiando di spazio in spazio e di esposizione in esposizione, collegano i differenti poli di Galleria Continua. La nostra squadra, stabilita in quattro diversi angoli terrestri, lavora quasi come se tutti gli integranti si trovassero nello stesso ufficio, scambiando giornalmente informazioni e opinioni. Le nostre quattro gallerie hanno programmi ed esposizioni differenti, dove gli artisti si esibiscono nei momenti più propizi affinché loro e le gallerie presentino le relative opere. Come disse Anish Kapoor, il nostro filo conduttore è che “il sole non tramonta mai in Galleria Continua.”

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