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Speciale TTC. Pericolo: Evitare il plastico

Speciale TTC. Pericolo: Evitare il plastico

Foto: Richard Whitcombe/123rf

Autore: Frank Martín, Traduzione: Giselle Sarracino

Il cambiamento climatico è un fenomeno che minaccia l’industria turistica mondiale e la peggiore notizia è che ha degli alleati, uno di essi è la plastica.

Gli scienziati sono arrivati alla conclusione che un oggetto che sembra inoffensivo come una borsa di plastica è legata al cambiamento climatico di varie maniere.

Dalla qualità dell’aria fino alla tossicità dell’oceano, le borse di plastica contribuiscono all’interruzione del sistema ecologico.

Gli studi indicano che la distruzione del habitat, le emissioni di combustibili fossili e l’inquinamento plastico sono alcune delle forme in cui le borse di plastica ed il cambiamento climatico diventano inseparabili.

Si calcola che si usano 12 milioni di barili di petrolio per fabbricare i 30 milioni di borse di plastica che, per esempio, gli statunitensi usano ogni anno.

Ciò è equivalente alla quantità di petrolio nella Riserva Strategica di Petrolio del suddetto paese.

Usare il petrolio per fare borse, è una forma inutile e non necessaria di esaurire il grezzo e contribuire all’accumulazione di CO2 nell’atmosfera terrestre.

Per l’industria del turismo, che riceve generalmente molte entrate dalla natura, specialmente dal mare, come è il caso dei Caraibi, le notizie sul plastico possono essere terrificanti.

L’accumulazione di plastico negli oceani è una causa maggiore dell’interruzione dell’ecosistema.

circa a 100,000 animali marini muoiono ogni anno per asfissia o ingestione di borse di plastica.

L’impatto delle borse piene di spazzatura che si rompono in pezzi piccoli e si “lavano” in vie fluviali è molto negativo.

L’inquinamento plastico ed il cambiamento climatico sono di un’importanza impressionante in termini di miliardi di dollari che sempre di più l’umanità sarà costretta a pagare per la sua mitigazione e riparazione.

L’inquinamento plastico è la matrigna di molti problemi economici.

Si stima che la fabbricazione di plastica utilizza l’8% della produzione annuale di petrolio mondiale. L’EPA stima che si emetteno fino a cinque once di diossido di carbonio per ogni oncia di polietilene, PET, prodotto, il tipo di plastica più comunemente utilizzata per bottiglie di bibite.

La brutta notizia è che la maggiore quantità di plastici eliminabili proviene dalle parti del mondo dove possono fare più male cioè dai paesi recentemente industrializzati con infrastrutture che rimangono dietro il consumismo della loro popolazione.

Gli scienziati scorgono evidenze di questo fenomeno nelle spiagge della baia di Manila, i fiumi del Bangladesh, le strade del Ghana ed i Caraibi.

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