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Speciale di TTC. Turismo caraibico: un buon inizio nel 2018 non esclude le sfide

Speciale di TTC. Turismo caraibico: un buon inizio nel 2018 non esclude le sfide

Cayo Largo, Cuba, un paradiso dei Caraibi. Foto: Narmys Cándano. TTC

Autore: F. Martín, Traduzione: Giselle Sarracino

Servizio di TTC.- Il turismo nei Caraibi ha avuto un buon principio nel 2018. Tuttavia, ciò non significa che non ci siano spfide.

La CTO ha dichiarato l’anno 2018 Anno del Ringiovanimento nei Caraibi, con il benessere e il ringiovanimento quali aspetti importanti del prodotto turistico dei Caraibi. Affinché questo processo abbia successo, si devono studiare i problemi comuni per affrontarli con politiche nuove ed effettive.

“Il turismo intra-caraibico, che è cresciuto, avrebbe bisogno di attenzione continua, specialmente nelle circostanze attuali dove il compito di educare il pubblico che viaggia ed eliminare le barriere ai viaggi dentro i Caraibi continueranno ad essere una sfida”, riconobbe all’inizio dell’anno Hugh Riley, Segretario Generale e Direttore Esecutivo dell’Organizzazione di Turismo dei Caraibi.

I viaggi intra-regionali nei Caraibi batterono un altro record nel 2016, poiché gli arrivi aumentarono del 3,6% per registrare più di 1,7 milioni di viaggi, in un secondo anno consecutivo di crescita. Nonostante il successo, Riley disse agli inizi di 2017 che il viaggio intra-regionale è ancora costoso e frammentato.

Segnalò, tuttavia, che quello fu “un chiaro segno dell’interesse dei cittadini caraibici in passare le proprie vacanze nei loro paesi vicini. Questo impulso venne con il desiderio del popolo caraibico di partecipare ai festival e celebrazioni, specialmente durante la Pasqua e le stagioni di estate”.

In novembre passato, una riunione dell’Associazione di Aviazione Civile, CAA, nelle Bahamas, trattò lo stabilimento di una linea aerea regionale caraibica o una rete di trasporto aereo che si aspetta che, qualora sia portata a termine, finalmente aiuti a sfruttare ancora di più i vantaggi del turismo inter-caraibico.

Secondo il diario The Guardian di Nassau, il Segretario Permanente del Ministero di Turismo, Charles Albury, dichiarò in quell’occasione che i viaggi dentro i Caraibi sono un progetto nel quale sta lavorando l’Organizzazione di Turismo dei Caraibi.

Molti nei Caraibi pensano che una buona politica di “cieli aperti” dovrebbe includere lo sviluppo di linee aeree regionali, benché senza danneggiare specialmente gli interessi di linee straniere che vengono da tutte le parti, dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Nel suo Messaggio di Anno Nuovo, Riley disse che la CTO continuera a lavorare nei suoi principali mercati turistici, Stati Uniti ed Europa, e spera anche di aumentare il numero di visitatori canadesi alla regione.

Aggiunse che l’organizzazione spera di facilitare i viaggi dentro i Caraibi per i nazionali e i visitatori.
Il turismo è l’industria più grande in 16 dei 28 paesi caraibici. Dovuto a questa cruciale coincidenza di interessi, le suddette nazioni sono quasi costrette a progettare una politica inter-caraibica non solo nei viaggi aerei bensì in molti altri problemi comuni.

Problemi come la lotta contro lo Zika e altre malattie, le conseguenze del cambiamento climatico e i problemi finanziari, la povertà e la lotta contro la criminalità, sono temi che richiedono anche risposte collettive regionali.

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