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Un percorso da dove inizia L’Avana

Un percorso da dove inizia L'Avana

Foto: Karel Miragaya/123rf

Un 19 marzo, 191 anni fa, rimaneva la storia della fondazione della città protetta per sempre. I principali simboli della sua nascita riceverono da allora speciale attenzione e la vicinanza di un tempio molto particolare che, come la città, passò alla storia.

Il Templete si erigeva allora come custode delle evidenze dell’esistenza della prima capitale di Cuba.

Opera dell’ingegnere Antonio María della Torre, questo monumento dorico, con pavimento di marmo bianco, elegante e semplice considerato la prima opera civile di carattere notoriamente neoclassico che ebbe L’Avana, segnala il posto dove, secondo la storia, si celebrò la prima messa ed il primo consiglio comunale di San Cristoforo dell’Avana.

Un percorso da dove inizia L'Avana

Foto: Diego Grandi/123rf

Inoltre, dentro il suo perimetro si trova la ceiba che segna il posto fondazionale e che oggi è centro di riverenza e culto ogni 16  novembre, data della fondazione della città. Secondo la tradizione, quel giorno si gira attorno alla ceiba nel senso inverso alle maniglie dell’orologio e si chiede un desiderio.

Nella periferia del Templete si trova anche la cosiddetta colonna di Cajigal, ordinata dal governatore Francisco Cajigal de la Vega, in 1754, quando morì la ceiba che segnava il posto dove si stima fosse fondata la cittadina. Questa colonna ha tre visi che rappresentano la divisione territoriale in tre province della colonia, e finisce in un’immagine della Vergine del Pilar, patrona dei navigatori spagnoli. Nella sua base, come adorno, si trova un busto di marmo dell’Anticipado Don Hernando de Soto, primo governatore dell’Avana.

Un percorso da dove inizia L'Avana

Foto: Félix Lipov/123rf

 

Dentro il tempio possono osservarsi tre grandi tele realizzate dal pittore francese Jean Baptiste Vermay le cui spoglie riposano sul posto, accanto a quelli di sua moglie – che rappresentano un’invocazione alla prima messa, il primo consiglio comunale, ed una tela centrale. dipinta con posteriorità – dove appare una rappresentazione dell’atto di benedizione del posto e la messa del vescovo di Spada.

Richiama l’attenzione nella sua le colonne con capitelli dorici della facciata, in corrispondenza con le colonne del portone; il suo soffitto piatto, con un ampio cornicione e le lance di ferro finite in punte di bronzo, con pilastri finiti in coppe con ananas, molto a tono col clima tropicale.

Ma, senza dubbi, l’elemento principale di questo gioiello dell’Avana è la ceiba.  Questo albero sacro, specie millenaria, è stato sostituito in varie occasioni da quando scomparse quello originale nel secolo XVIII. In questo momento, quella che si esibisce fu piantata nel posto, il 15 marzo del 2016.

Nonostante, il rituale non ha perso il suo incanto e l’albero ogni anno riceve migliaia di persone per ricordare l’ormai lontano1519.  Prossimamente si compiranno 500 anni da quella prima volta e l’Avana rinascerà, come al solito, meravigliosa e serena, ed Il Templete manterrà con vita il posto sacro e la storia contata una e un’altra volta, trasformata in leggenda.

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